simboli ebraici

Inadeguatezza dell'ebraismo

rifiutare Cristo è rifiutare Dio

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🕎 Premessa: il popolo eletto

Il fondamento della religione ebraica è autentico: la storia dalla creazione a Gesù Cristo è storia di alleanza privilegiata tra il popolo ebraico e Yahwé.

Tuttavia una parte di tali nostri "fratelli maggiori", gli Ebrei, hanno considerato scandaloso il fatto che Dio si sia fatto Uomo, ponendo con ciò un limite a Dio stesso, e presumendo di avere già capito tutto di Lui. San Paolo peraltro dice che è stato in qualche modo Dio stesso a rinchiudere l'antico popolo eletto nel cerchio dell'incredulità:

«l'indurimento di una parte di Israele è in atto fino a che saranno entrate tutte le genti. Allora tutto Israele sarà salvato» (Rm, 11, 25-6)

Dobbiamo pregare e operare perché si compia l'unità tra l'antico e il nuovo Popolo di Dio. Grandi cose per l'umanità ne possono nascere:

«Se infatti il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro riammissione, se non una risurrezione dai morti?» (Rm, 11, 15)

una scelta inadeguata

la scelta di rifiutare Cristo

Vediamo ora alcuni motivi specifici che rendono l'ebraismo post-cristico inadeguato alle stesse premesse veterotestamentarie.

In base a quanto era emerso nella storia del popolo eletto e a quanto era scritto nei libri che anche il Cristianesimo considera sacri (quelli che per la fede cristiana sono l'Antico Testamento), non vi erano elementi validi per rifiutare Cristo, per considerare blasfemo il suo attribuirsi una natura (anche) divina.

  • Anzitutto non esisteva e non esiste alcun valido motivo per considerare necessariamente blasfema l'autoattribuzione di una natura divina da parte di Gesù Cristo. Per pensare che fosse necessariamente blasfema occorrerebbe escludere che Dio sia Mistero, e pretendere pertanto di avere capito tutto di Lui. E proprio questo sarebbe bestemmia. Se infatti Dio è Mistero, Egli può ben essere Uno e Trino: la stessa ragione filosofica, comune a credenti e non, non può vedere in ciò contraddizione. Si tratta di qualcosa che va sì oltre, ma non contro la ragione. Anzi dato che la relazionalità è più perfetta della solitarietà, il fatto che essa sia un tratto dell'Essere perfettissimo può essere razionalmente valutato come più conveniente alla Sua perfezione.
  • L'autoattribuzione di una natura divina da parte di Cristo non è dunque de iure blasfema. Avrebbe potuto esserlo de facto. Avrebbe potuto esserlo, se Egli non avesse esibito, de facto, adeguati segni della veridicità di tale autoattribuzione. Che la condanna di Gesù per blasfemia parta da un presupposto a priori di tipo oggettivamente blasfemo (ossia: “abbiamo capito tutto di Dio”), risulta dal fatto che Egli aveva dato tanti segni di essere più che uomo. E si trattava di segni che, operando sulla realtà materiale, non potevano provenire dall'angelo ribelle, che ha potere sulle menti degli esseri umani (nella misura in cui questi stessi, usando male del loro libero arbitrio, glielo concedono), ma non ha sulla materia il potere che solo il Creatore della materia può avere.
  • Inoltre l'ebraismo post-cristico ignora i segni che nella Chiesa Egli ha continuato e continua a dare, come la capacità di sopportare ciò che umanamente non sarebbe sopportabile (fino al martirio) e di fare ciò che umanamente non sarebbe possibile fare (una disinteressata dedizione di sé a tutti). Ignora cioè l'esistenza dei santi, e quindi della continua presenza di segni che, visibili, rimandano all'Invisibile Creatore.
  • E come non considera la presenza nel Cristianesimo di segni positivi, l'ebraismo post-cristico sembra ignorare la assenza di segni (positivi) al proprio interno. Mi risulta infatti sia incontestabile che dopo Gesù Cristo, nessun profeta (ebraico) sia più apparso. E questo appare difficilmente spiegabile, se fosse volontà di Dio il rifiuto di Cristo; implicherebbe infatti una improbabile dimenticanza da parte di Dio del Suo popolo fedele, e questo proprio quando esso avrebbe più bisogno del Suo aiuto e del Suo conforto.
  • Senza contare che, in negativo, tutte le traversie che coloro che hanno rifiutato Cristo hanno dovuto attraversare, fino a giungere alla tremenda realtà dell'Olocausto, e alla perdurante, drammaticamente lacerante instabilità dello Stato di Israele, potrebbero essere lette come dei segni (negativi) che la strada imboccata non è quella giusta. Dei segni che il rifiuto di Cristo non è secondo la volontà di Dio.
  • Inoltre dovrebbe suonare come un campanello di allarme il fatto che, se l'Antico Testamento fosse il (l'unico) Testamento, occorrerebbe restarne a una lettura letteralistica, e considerare tuttora vigenti, nella loro lettera, tutte le prescrizioni e gli insegnamenti in esso contenuti. Anche quando essi stridono insopportabilmente con la nostra comune coscienza di esseri umani del XXI secolo:
    • pensiamo, dal punto di vista ontologico, al geocentrismo,
    • e alla negazione teologica dell'evoluzionismo,
    • o pensiamo, dal punto di vista etico, a tutte le prescrizioni veterotestamentarie, che potevano avere un senso 3000 anni fa, ma oggi, prese alla lettera, costituiscono un fardello grottesco, se non tragicomico (come il divieto, in giorno di sabato, anche solo di premere il pulsante dell'ascensore per scegliere a che piano andare),
    • o, infine, dal punto di vista politico, pensiamo agli inviti a «sterminare i popoli», a non mescolarsi «con le genti», inviti che, anche se non presi alla lettera, possono comunque alimentare sentimenti di altezzosa superiorità e anestetizzare la coscienza che far soffrire altri esseri umani, fossero pure dei Goyim, non può piacere al Dio che è Padre di tutti.

l'atteggiamento cristiano verso i ”fratelli maggiori”

Quanto si è sopra detto riguarda la oggettività della questione, e non deve assolutamente significare un disprezzo verso le persone, che continuano a pensare che la fedeltà alla Alleanza implichi il rifiuto di Cristo.

Anzitutto perché, in generale, nessuno può giudicare la coscienza e le intenzioni di nessun altro, ma solo i suoi atti esteriori e tutto quanto è oggettività constatabile. Ma nel caso poi dei nostri “fratelli maggiori”, come li ha giustamente chiamati papa Giovanni Paolo II, è giusto si abbia un atteggiamento di paziente e affettuosa benevolenza.

antisemitismo e antigiudaismo

Assolutamente inaccettabile, perciò, diabolico e nefasto, è l'antisemitismo.

Dal quale andrebbe peraltro distinto l'antigiudaismo (esso pure sbagliato, ma a un altro livello):

  • mentre il primo è l'odio contro chi è razzialmente, geneticamente ebreo, e sorge solo nell'800, in connessione con una visione materialistica, che risolve l'uomo nella materia, e con l'accentuarsi di nazionalismi iperidentitari (cose entrambe estranee e contrarie alla fede cristiana),
  • il secondo è ben più antico, non ha come bersaglio la “razza” ebraica, ma le “idee” ebraiche, e non è senza qualche responsabilità anche da parte ebraica.

Nel senso che (anche) nel Medioevo da parte di alcune comunità ebraiche si alimentavano sentimenti ostili verso “i Nazareni”, chiedendo a Dio la loro estinzione. Certo, poi vi furono anche quelle orribili ed esecrande azioni che furono certi attacchi (pseudo-cristiani) alle persone di religione ebraica, ad esempio in occasione di certe crociate.

Quindi, l'antigiudaismo esisteva già in una civiltà cristiana, come quella medioevale (sia pure senza essere espressione di una autentica fede), ma con l'antisemitismo il Cristianesimo non ha niente a che fare, essendo esso alimentato da idee anticristiane ed avendo raggiunto il suo culmine col nazismo, che poteva essere tutto tranne che cristiano (Hitler odiava il Cristianesimo).

il dialogo fraterno, strada irreversibile

In ogni caso, la strada aperta dal Concilio Vaticano II con la Nostra aetate e proseguita poi soprattutto da papa Giovanni Paolo II, è una strada certamente positiva, e, credo, irreversibile. Nella misura in cui, almeno, non implichi (come non la implicava né nel Concilio né in papa Wojtyła) una relativistica equiparazione di visioni tra loro oggettivamente contraddittorie.

📖 Testi on-line

📚 Bibliografia essenziale

  • copertina del libro, Religions in the World, , tr.it. Le grandi religioni del mondo, Paoline, Roma (compra su amazon o compra su IBS).
  • , Pie XII et la Seconde Guerre mondiale d'après les archives du Vatican, Paris 1997, tr.it. Pio XII e la seconda guerra mondiale negli archivi vaticani, Paoline, Alba (compra su amazon o compra su IBS).
  • , Nostra aetate. Dichiarazione sulle religioni non cristiane, Roma 1965 (compra su amazon o compra su IBS).
  • , Il bene sia con voi, (compra su amazon o compra su IBS).
  • , The Holocaust in American Life, 1999 (compra su amazon o compra su IBS).
  • , "Perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili". Riflessioni su questioni teologiche attinenti alle relazioni cattolico-ebraiche in occasione del 50º anniversario di Nostra Aetate, Roma 2015 (compra su amazon o compra su IBS).
  • copertina del libro, Il grande pedagogo. Il popolo ebreo nella Bibbia, Milano 1997 (compra su amazon o compra su IBS).
  • copertina del libro, Islam ed ebraismo, Seriate 2002 (compra su amazon o compra su IBS).
  • copertina del libro, Der papst aus dem Ghetto. Die legende des Geschlechts Pierleoni, Berlin 1930, tr.it. Il Papa del ghetto, BUR, Milano (compra su amazon o compra su IBS).

🎬 Filmografìa

Films collegati al tema sono, tra gli altri:

  • locandina del filmLouis Malle, Au revoir les enfants, (tr.it. Arrivederci, ragazzi), ( compra su amazon) 1987 (la persecuzione antisemita arriva fino in un collegio della Francia alleata di Hitler.).
  • locandina del filmAgnieszka Holland, Europa Europa( compra su amazon) 1990 (Un giovane ebreo si spaccia per tedesco allo scopo di sfuggire alle persecuzioni naziste. Rifugiatosi in Russia, è costretto a mantenere la finzione.).
  • locandina del filmRoberto Faenza, Jona che visse nella balena( compra su amazon) 1993.
  • locandina del filmSteven Spielberg, Schindler's list( compra su amazon) 1993 (Un classico sulla tragica realtà dell'Olocausto e su una intelligente sfida alla follia nazista.).
  • locandina del filmPierre Boutron, Des Enfants dans les arbres( compra su amazon) 1994.
  • locandina del filmMárta Mészáros, Siódmy pokój, (tr.it. La settima stanza), ( compra su amazon) 1995 (Sulla vita di Edith Stein, una suora tedesca di origini ebree convertita al cattolicesimo. La Stein a causa delle proprie idee si scontra spesso con il professore Heller, docente di idee naziste. Alla fine la religiosa viene deportata ad Auschwitz, dove muore.).
  • locandina del filmYurek Bogayevicz, Boże skrawki, (tr.it. L'ultimo treno), ( compra su amazon) 2000.
  • locandina del filmRoman Polanski, The Pianist, (tr.it. Il pianista), ( compra su amazon) 2002 (Ambientato nel contesto della Seconda Guerra Mondiale questo film racconta la vicenda di un ebreo polacco, pianista, che cerca di sfuggire al campo di concentramento.).
  • locandina del filmChristian Duguay, Un sac de billes, (tr.it. Un sacchetto di biglie), ( compra su amazon) 2017 (la persecuzione antisemita nazista non risparmia nemmeno i bambini, costretti a fuggire per salvarsi.).
  • locandina del filmNikolaus Leytner, Der Trafikant, (tr.it. Il tabaccaio di Vienna), ( compra su amazon) 2018 (Un adolescente si trasferisce a Vienna ai tempi del nazismo, e deve farvi i conti con la follia del regime.).
  • locandina del filmJonathan Glazer, The Zone of Interest, (tr.it. La zona d'interesse), ( compra su amazon) 2023 (IL tentativo di normalizzare l'orrore (Auschwitz), tacitando la coscienza cghe rimorde, fallisce: invano il comandante del campo di concentramento cerca una vita felice e serena).
  • locandina del filmMichael Winterbottom, Shoshana( compra su amazon) 2023 (Sulla nascita dello Stato di Israele e l'atteggiamento della Gran Bretagna).

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