Gesù e la Samaritana

Apologetica

Perché credere?

icona per espandere il menu interno
Table of Contents

La ragionevolezza della fede

Credere, cristianamente, significa andare oltre, ma non contro la ragione.

La fede cristiana cioè non è un salto nel buio, la rinuncia alla propria ragione, al proprio senso critico, ma implica, anzi, la piena valorizzazione delle capacità conoscitive umane, ragione compresa.

Tanto è vero che esiste, è stata sempre coltivato dai cristiani, una parte delle teologia, la apologetica, che si occupa di difendere (donde appunto il termine apologetica da apologia, in greco “difesa”) razionalmente la verità della fede cristiano-cattolica.

Il presupposto della apologetica cristiana è proprio l'affermazione, del pieno valore della ragione. E questo valore consente al cristiano di dialogare, senza paure e complessi, ma anche senza arroganza o volontà impositiva, con chi cristiano non è, alla sola condizione di ammettere il valore della ragione e della propria umanità. Senza questa condizione non avrebbe senso dia-logare. Il dia-logo, che è confronto tra ragioni, tra argomenti, presuppone infatti il logos, la ragione.

L'esistenza di una apologetica dunque non è sintomo di debolezza, ma di di forza: il Cristianesimo accetta fino in fondo di essere sfidato dalla ragione. Anche in questo sta la differenza del Cristianesimo dai fanatismi e dai settarismi di ogni epoca e qualità.

Se Cristo non fosse Dio, se quindi non fosse vero, non fosse quello che ha detto di essere, non avrebbe senso credere in Lui. Noi crediamo in Cristo perché crediamo che Cristo sia vero, e ci dia dei segni certi per riconoscerlo: dei segni che la nostra ragione, la nostra umanità nel suo insieme può riconoscere senza rinnegare niente di ragionevole, niente di umano.

funzione e limiti della ragione

La ragione non può dimostrare che la fede cristiana è vera. Se lo potesse non sarebbe più fede. La fede può sì essere una certezza, ma una certezza che poggia sulla come hanno sottolineato don Giussani e Giovanni Paolo IIesperienza del centuplo, non su una dimostrazione logica.

Tuttavia la ragione può

  • confutare le obiezioni razionali contro la fede: nessuna obiezione che la ragione possa fare risulta, se ben si ragiona, cogente, fondata;
  • e mostrare che, se la fede fosse vera, essa sarebbe il pieno compimento dell'umano; tutte le altre ipotesi interpretative della realtà risultano (più o meno gravemente) insoddisfacenti, se non disumanizzanti

Se poi la fede sia vera, ripetiamolo, dipende dalla esperienza che ognuno è chiamato a fare. Anzi, la stessa parte di “cammino” che la ragione può fare, dimostrando l'esistenza di Dio, non può essere esistenzialmente convincente, se uno non fa esperienza esistenziale della bontà di una vita che aderisce alla verità conosciuta.

📂 In questa sezioneIn this section

L'esistenza di Dio

i motivi razionali per credere in Dio: perché ci deve interessare, e perché è ragionevole affermarne l'esistenza.

  • Perché occuparsi di Dio, ne va dell'umano: siamo essere coscienti che si interrogano sul senso della loro vita e non ci è possibile fingere di essere animali appagati dalla materia
  • Le prove razionali di Dio, una certezza possibile, ma non impostaci: la ragione può argomentare in modo certo la esistenza di un Mistero infinitamente perfetto, e la storia, personale e collettiva lo conferma, mostrando che negato Dio, a soffrirne è l'uomo
  • Obiezioni alla esistenza di Dio, e loro inconsistenza: il male è da sempre la grande obiezione contro l'esistenza di un Dio creatore onnipotente, ma la stessa ragione può venire a capo di questa obiezione
  • Una religione puramente razionale?, Impossibile!: se ci si fermasse a quanto la ragione può capire del Mistero, non si potrebbe esistenzialmente reggere

La verità del Cristianesimo

i motivi razionali per credere che il Cristianesimo sia vero, ossia che Gesù Cristo sia davvero Dio fattosi Uomo, e perché il Cristianesimo non è paragonabile alle “religioni”, che sono tentativi di rapportarsi al divino, ma non la automanifestazione del Mistero.

  • Quale metodo?, per verificare quale “religione” sia vera : il metodo è l'umano, ossia la ragione e il desiderio che ci costituiscono profondamente: una ipotesi esplicativa della realtà deve salvare tutti i fattori della realtà, e quindi anche la ragione e il desiderio
  • Inadeguatezza delle religioni, non salvano tutto, come pretende il Cristianesimo: scheda sulla inedeguatezza di ebraismo, islam, buddismo testimoni di Geova e politeismo a rispondere al senso religioso che ci costituisce come esseri umani
  • Inadeguatezza religiosa dell'ebraismo, rifiutare Cristo è rifiutare Dio: l'ebraismo post-cristico non è la prosecuzione della Antica Alleanza, ma segna una seria e grave discontinuità, una indefeltà di una parte del popolo eletto alla Alleanza.
  • Inadeguatezza religiosa dell'Islam, varie criticità: la religione maomettana, per lo più chiamata Islam, non appare razionalmente adeguata a salvare tutti fattori di una religiosità integrale, che salvi ogni aspetto dell'umano e della ragione.
  • Il cristianesimo come risposta, l'unica credibile: solo la fede cristiana risponde all'umano, di cui salva ragione e desiderio

La verità del cattolicesimo

il cattolicesimo è la vera interpretazione del Cristianesimo? O è allo stesso livello delle altre confessioni cristiane, come l'ortodossia, il luteranesimo, il calvinismo?.

  • Inadeguatezza del protestantesimo, una sfiducia nella Garzia: pur partendo anche da esigenze reali, il protestantesimo ha presentato il Cristianesimo in modo inadeguato, perché lo pone come incontro con un Libero invece con una presenza umana trasfigurata
  • Inadeguatezza dell'ortodossia, il Cristianesimo cristiano-orientale: le Chiese cristiano-orientali (ortodosse) avendo rotto il legame col successore di Pietro e oltretutto avendo legami blandi anche tra di loro, si ritrovano fragili e facilmente ricattate/condizionate dal contesto politico-.nazionale in cui ognuna di loro si trova.
  • La verità del cattolicesimo, fedeltà alle origini e trasfigurazione dell'umano: il cattolicesimo è la “variante cristiana” che più permette una partecipazione alla divinoumanità di Cristo, e che, simmetricamente, meno è riconducibile a fattori meramente naturali, come lo è il condizionamento del potere politico, o quello del contesto nazionale, o come lo è una incapacità di vivere la vita di tutti in un modo diverso da come la vivono tutti, ad esempio inseguendo essenzialmente l'interesse egoistico
  • Il senso dell'ecumenismo, una ricerca di unità, fondata sulla verità: il Concilio Vaticano II ha promosso un dialogo con i fratelli separati, protestanti e ortodossi, nella ricerca della massima unità possibile