Maria e gli Apostoli nel cenacolo la Pentecoste

La Chiesa delle origini

una comunità unita e perseguitata

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introduzione

Questa pagina è solo un sintetico abbozzo di quella che è stata la Chiesa delle origini.

La Chiesa nasce con la Pentecoste: Maria e gli Apostoli riuniti in preghiera nel “cenacolo” ricevono lo Spirito Santo, che conforma tale primitiva, primordiale, comunità, a Cristo e la rende luogo della Sua presenza.

E nasce con una sua struttura gerarchica: gli Apostoli e “il principe degli Apostoli”, Pietro (il primo papa), e dei suoi gesti, anzitutto il battesimo e l’eucarestia.

i tratti fondamentali

La vita della comunità primitiva è testimoniata anzitutto dagli Atti degli Apostoli, scritti, per larghissima convinzione, da San Luca.

Si tratta di un gruppo di persone, unite dalla fede che quell’Uomo che avevano conosciuto, che era poi stato crocifisso e che loro avevano visto risorto, era davvero ciò che diceva di essere, cioè il Figlio di Dio.

l’unità

«la moltitudine dei credenti
era un cuor solo e un’anima sola»
(Atti, 4, 32)

Forse il tratto, la caratteristica che più colpisce in tale gruppo di persone, in tale Chiesa delle origini, è l’unità tra di loro. Una unità che arriva alla condivisione totale dei beni materiali. Cosa che ha fatto parlare di un “comunismo” della Chiesa primitiva. La parola è quantomeno equivoca, ma intesa in un certo senso, può rendere l’idea di quanto l’avvenimento di Cristo fosse una eccezionalità vivibile, sperimentabile. Fosse l’irruzione reale di una Misura più grande di quanto umanamente concepibile e di quanto realizzabile con forze puramente umane. eppure era realizzabile: e infatti era reale.

la forza del soprannaturale

«Non possiedo né argento né oro,
ma quello che ho te lo do:
nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno,
cammina!»
(Atti 3,1-10)

Non era solo una unità impossibile alle sole forze umane, a documentare la presenza del soprannaturale in quella realtà umana, in quella realtà di persone per lo più poco istruite e poco “politicamente dotate” (gli Apostoli erano per lo più poveri pescatori della Galilea, privi di capacità dialettiche o retoriche).

Gli apostoli infatti, secondo la testimonianza dei già citati Atti degli Apostoli, compivano ordinariamente miracoli, come guarigioni da malattie (Atti 3,1-10 e 9,33-34) o addirittura la risuscitazione di un morto (la fanciulla Tabita, Atti, 9,36-42).

E miracolose furono anche alcune vicende che li videro protagonisti, come la liberazione dal carcere di Pietro (Atti, 12, 5-12).

Si può facilmente immaginare l’obiezione: chi ci dice che si tratti di racconti reali, e non di favole inventate? Un argomento che può rispondere a questo tipo di obiezione è che i cristiani della Chiesa delle origini dovettero affrontare delle persecuzioni che giunsero anche ad essere sanguinose e crudeli.

una testimonianza coraggiosa

Gli Apostoli dovettero infatti affrontare serissime contrarietà da parte del potere di allora.

Anzitutto furono le autorità religiose ebraiche che si opposero con ogni mezzo per stroncare sul nascere quella comunità che prolungava l’opera di Colui che essi avevano voluto crocifiggere e che non si lasciavano nemmeno sfiorare dal dubbio che potesse davvero essere Chi diceva di essere.

cristiani sbranati da leoni
cristiani sbranati da leoni

Tra tali autorità ci fu in un primo tempo quel Saulo di Tarso, che poi, in seguito alla sua “caduta da cavallo sulla via di Damasco”, sarebbe diventato San Paolo, uno dei più entusiasti e instancabili diffusori del Vangelo, non solo tra gli Ebrei, ma anche tra i pagani.

Ma ben presto l’opposizione al nascente Cristianesimo sarebbe venuta da un nemico dotato di un potere ben maggiore di scribi e farisei, l’Impero Romano.

Già a partire da Nerone e fino al 313, data dell’Editto di Milano con cui venne finalmente data libertà ai cristiani di professare liberamente la loro fede, si dovette assistere a una serie di persecuzioni cruente e crudeli.

Non si trattò di una persecuzione continua: ci furono dei periodi di pausa, in cui l’esistenza dei cristiani era di fatto tollerata. Ma poi sopraggiungeva una nuova ondata di persecuzione.

Si trattava di persecuzioni cruente perché la pena inflitta ai cristiani che non abiuravano alla loro fede, adorando l’Imperatore come dio, era la pena di morte.

E di persecuzioni crudeli perché il modo con cui i cristiani venivano uccisi era raccapricciante: sbranati da belve feroci nella arene, tra il divertimento della folla, o arsi vivi come torce umane per illuminare i giardini imperiali.

aspetti umani della comunità

mai priva di limiti

La Chiesa delle origini, per volere di Dio e aiutata dalla vicinanza temporale della vita del Figlio di Dio fattosi Uomo, aveva, come si è accennato, dei tratti marcatamente soprannaturali, (partecipatamente) divini, era “investita di una forza dall’alto”.

Questo non toglie che essa fosse anche una realtà pienamente umana, e non priva dei limiti e dei difetti che accompagnano l’umana condizione, un po’ per il suo intrinseco limite ontologico, un po’ per il limite morale conseguente al peccato originale.

divergenze

Ad esempio tra gli stessi Apostoli ci furono dubbi e divergenze su come annunciare il Vangelo ai pagani: chiedendo loro di farsi previamente circoncidere? Ossia chiedendo loro, in buona sostanza, di diventare in qualche modo prima ebrei e (soltanto) poi cristiani?

In connessione con tale problema ci si chiese anche se un cristiano dovesse osservare, come gli ebrei, come cioè prescriveva l’Antico Testamento, certe limitazioni alimentari, o se invece potesse mangiare di tutto. E anche su questo non mancarono divergenze e dissidi.

In modo più clamoroso ci sarebbe stata discussione, tra cristiani, e segnatamente tra vescovi cristiani, sui dogmi fondamentali: sul mistero trinitario e sulla realtà divino-umana di Cristo. Si tratta di problemi peraltro che vennero affrontati in modo esplicito solo dopo la fine delle persecuzioni, quando divenne possibile, per i vescovi, riunirsi pubblicamente dalle varie parti dell’Impero, senza correre il rischio di essere arrestati e uccisi. Si celebrarono così i Concili. (assemblee di vescovi).

progressività

In secondo luogo, l’inevitabile limite umano nella Chiesa, anche in quella, gloriosa, delle origini, emerge dal fatto che molte verità non vennero capite subito.

Senza mai essere negate, anzi, per lo più, nella misura della loro effettiva importanza, essendo implicitamente riconosciute, molte verità vennero a chiara ed esplicita consapevolezza solo col tempo, Solo progressivamente.

  • Così ad esempio, il “primato di Pietro”, cioè del vescovo di Roma.
  • Così il celibato ecclesiastico non fu chiaramente definito da subito, come non lo fu, a lungo, la funzione del presbitero.
  • Così la struttura della Messa non fu da subito chiara e codificata fin nei dettagli, come lo sarebbe stata in seguito.
  • Così, come già accennato parlando delle divergenze, i dogmi, non vennero fin dall’inizio definiti in modo esplicito e con linguaggio preciso.

📚 Bibliografia essenziale

  • copertina del libro, La conversion au Christianisme durant les premiers siècles , Paris 1947, tr.it. La conversione al Cristianesimo nei primi secoli, Jaca Book, Milano (compra su amazon o compra su IBS).
  • copertina del libro, I cristiani e l'Impero romano, Milano 1984 (compra su amazon o compra su IBS).

🎬 Filmografìa

Films collegati al tema sono, tra gli altri:

  • locandina del filmMervyn LeRoy, Quo vadis( compra su amazon) 1951.
  • locandina del filmWilliam Wyler, Ben-Hur, (tr.it. Ben Hur), ( compra su amazon) 1959.
  • locandina del filmRaffaele Mertes, San Giovanni - L'apocalisse( compra su amazon) 2002.

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