
Come si alimenta la fede
un dono a cui aderire
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Necessità di un impegno
Anzitutto, abbiamo visto, c'è l'incontro con una novità umana, che rimanda oltre sé. Ma questo incontro, che non abbiamo deciso o creato noi, sta poi a noi alimentarlo in noi, non lasciarlo sfiorire in noi.
L'Avvenimento, se noi non facciamo la nostra parte, continua ad esserci (in sé stesso e per altri), ma, senza la nostra parte di impegno, non ci sarebbe più per noi.
Il nostro impegno non è quello di far esistere l'Avvenimento, ma di aderire ad esso, di aderire a qualcosa che c'è, e ci precede (ci primerea, ama dire papa Francesco, con un neologismo)
L'adesione all'Avvenimento dell'Incontro con la Presenza di Cristo nei Suoi, come dicevo, si sviluppa su due grandi coordinate: 1) il rapporto personale con Cristo, con la Presenza, che passa anche 2) attraverso la compagnia dei Suoi, la comunità ecclesiale.
Il rapporto personale con Cristo ...
La fede, abbiamo visto, non è credere a delle verità intellettualmente capite, ma è riconoscere un Tu, il Tu di Cristo. Che dimostra di amarmi facendomisi incontro, facendosi incontrare in una compagnia dove sono accolto senza calcoli e senza pretese, per quello che sono. Per questo la cosa più urgente è dire Tu a Cristo, cioè parlargli, cioè pregare.
Ma la preghiera cristiana non è una (pura) creazione del sentimento di ognuno: è nutrita di parole che il Mistero stesso ci ha consegnato, la Sacra Scrittura (o Bibbia), e si intreccia con dei gesti che la chiesa, la si tratta di una espressione cara a don Giussani: compagnia dice di una unità tra i credenti, una unità fondata sulla Grazia, e “guidata”, ovvero “guidata al Destino”, dice che nella compagnia c'è chi ha un compito di guida, cioè è autorevole“compagnia guidata” dei Suoi, amministra, i sacramenti.
La Sacra Scrittura, la Bibbia, e i sacramenti riguardano le due grandi capacità di cui la natura umana è dotata: la conoscenza e la volontà (la capacità di operare). La Scrittura illumina la conoscenza, i sacramenti elevano e rafforzano la volontà, trasmettendo la Grazia.
Il rapporto personale con Cristo dunque si alimenta pregando, leggendo e meditando la Bibbia, e partecipando ai sacramenti.
Della preghiera si parla in un'altra pagina, che ho già linkato sopra.
... dentro la comunità cristiana
La comunità cristiana, o ecclesiale, o Chiesa è il luogo dove Cristo è presente in modo speciale. Come Verbo Egli è presente in tutto e in tutti. Ma Egli lo è in modo del tutto speciale in coloro che ha chiamato, i cristiani, la comunità dei Suoi.
Da notare che i cristiani non sono necessariamente migliori degli altri. Possono anche essere peggiori, nella misura in cui non sono fedeli a Cristo. E d'altra parte il motivo per cui i cristiani sono scelti è perché comunichino a tutti il dono che hanno ricevuto.
Nella Chiesa la gente è al tempo stesso ◖ permeata dal divino, nella misura in cui liberamente se ne lascia permeare, ◗ e limitata dai propri limiti umani, che sono limiti conoscitivi, operativi o morali. Non sarebbe saggio scandalizzarsi dei limiti, propri o altrui, che restano anche in chi vive la fede: S.Paolo diceva «io non giudico nessuno, neanche me stesso». Nella Chiesa infatti c'è un fattore divino e un fattore umano.
Inoltre non sarebbe saggio pensare che tutto quello che il Mistero vuole comunicarci debba per forza passare attraverso la Chiesa visibile: uno deve valorizzare il vero e il bene dovunque si trovino. Don Giussani ad esempio valorizzava un Leopardi, che credente non era.