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meriti del Cristianesimo

Molti europei sono soliti disprezzare le loro radici religiose, e ciò dai tempi dell'Illuminismo. Ma le recenti vicende legate all'11 settembre 2001 costringono a fare i conti con una realtà mutata. Ora è più facile vedere come lo schema illuminista e laicista fosse inadeguato: si pensava un tempo che "liberandosi» da Cristianesimo l'umanità di sarebbe liberata da ogni «tirannide religiosa» per fondare finalmente un mondo laico (se non ateo, almeno senza dogmi e senza obbedienze clericali) e per due secoli schiere di intellettuali e di politici si sono adoperate per distruggere quanto più hanno potuto dell'eredità cristiana. Si vede invece oggi che la salvaguardia dell'umano, e di quei valori, anche etici e giuridici che permettono di salvaguardare l'umano, è promossa proprio dal Cristianesimo e dal suo più grande rappresentante nel XX° secolo, Giovanni Paolo II. E si vede che il vuoto di religiosità cristiana, tanto tenacemente voluto dai laicisti, rischia di essere riempito non dai demiurghi di una «nuova società», illluminatamente laica e progressista, tollerante e pluralista, ma una fanatismo integralista, intollerante e totalitario, destinato ad «affogare nell'acqua gelida» di una dura realtà, intessuta di «fatwe» e di bombe, il sogno zuccherino delle anime belle del relativismo nostrano.

Vogliamo perciò ricordare ai relativisti nostrani, inconsapevoli e involontarie quinte colonne di un sistema che colpirebbe loro per primi, qualche piccolo particolare, che essi sembrano aver dimenticato.

Dal Cristianesimo è stata plasmata la civiltà che ha dato i maggiori frutti di conoscenza e di progresso e di bellezza all'umanità.

Dall'Europa, plasmata dal Cristianesimo, è venuta la Rivoluzione scientifica: se oggi si conosce la struttura del cosmo e dell'atomo, e la biologia, la chimica, la fisica, se si possono inviare astronavi nello spazio è grazie all'Europa, plasmata dal Cristianesimo.

Dall'Europa, plasmata dal Cristianesimo, e non dall'Islam, è venuta la Rivoluzione industriale: se oggi si usano lavatrici, frigoriferi, automobili, radio, televisori, telefoni, computer, è grazie all'Europa, permeata di spirito di iniziativa che nasce dalla fiducia cristiana dell'uomo in sè stesso, non all'Islam, che non nutre la stessa fiducia nell'uomo, quando non lo deprime al rango di schiavo fatalisticamente rassegnato.

Dall'Europa, plasmata dal Cristianesimo, e non dall'Islam, è venuta la democrazia: se oggi tutti riconoscono dei diritti dell'uomo e della persona è grazie all'Europa, permeata di valori cristiani. sarà un caso, ma non esiste un solo paese mussulmano che possa dirsi compiutamente democratico, come invece lo possono, con buona pace dei nostalgici di Stalin, molti paesi occidentali.

Dall'Europa, plasmata dal Cristianesimo, e non dall'Islam, è venuta, crediamo si possa dire, la migliore arte: Dante, Shakespeare, Goethe, Bach, Mozart, Beethoven, Giotto, Michelangelo, Raffaello, Bosch, Bruegel, Chagall, Picasso, quale Cézanne. Non ci risulta che la civiltà islamica possa vantare tanta ricchezza di arte.

Tutto ciò non è perché gli europei siano più bravi. No. Nè perché i mussulmani siano più cattivi. No. Ma perché il Cristianesimo ha fornito all'umanità europea, nonostante tutti suoi tradimenti, un senso di fiducia in un Dio che è Padre e che non vuole che l'uomo sia schiavo, ma figlio. E perciò può osare inoltrarsi nell'avventura della conoscenza e del possesso della realtà con una ipotesi positiva globale, con una baldanza ignote a chi pensa a Dio come un Lontano Padrone.

Come ebbe a dire Vittadini «il cristianesimo ha esaltato il valore del singolo uomo, ha dato dignità alla donna, ha riconosciuto il valore del lavoro manuale, ha posto le premesse per il superamento radicale di un razzismo tra popoli, ha favorito la nascita della concezione laica dello stato ed è stato fattore decisivo dello sviluppo.

Ha permesso la nascita di ospedali dove i malati vengono curati anche a rischio della propria vita. È stato fattore, ovunque, della libertà religiosa, base per tutte le libertà.

E soprattutto, la vera forza del cristianesimo consiste in ciò che molti considerano una debolezza: l'uomo desidera il bene ma fa il male e si riconosce peccatore, ma c'è Qualcuno che nella storia lo libera dal male e lo rende più umano dentro la vita di un popolo. In questo senso anche l'esperienza socialista e liberale, attenta al valore della persona, riprende sottolineature del valore di un popolo proprie della tradizione cristiana.

All'origine della violenza moderna sta il tradimento di questa storia e la tentazione di realizzare il desiderio del proprio cuore, liberi da legami religiosi senza alcun dubbio di sbagliare.»

Per proseguire, vedi una breve comparazione delle più comuni pecche rimroverate al Crstianesimo, in un confronto con il corrispondente, in ambito islamico.